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Valerio Valerio - 13/11/2013

Pagare su internet è sicuro?


Questa è la seconda domanda che un compratore neofita si pone dopo aver risposto alla prima "ma di questi mi posso fidare?".

Per quanto riguarda la fiducia mi sento di rassicurarvi e spero che il prima possibile potremo dare voce ai nostri clienti sulle nostre pagine per testimoniarlo. Il secondo punto è sicuramente delicato e oggi lo voglio approfondire.

Una risposta che probabilmente stupirà molti è che negli ultimi anni il pagamento on line è più sicuro di quello effettuato nei negozi. Addirittura è molto più sicuro che ritirare contanti da un bancomat!

Sembra incredibile, ma è proprio così, e ha una logica, dal momento che è molto più semplice copiare le informazioni contenute nella banda magnetica di una carta di credito e rubare il PIN del malcapitato.

Allo stesso modo, sembra strano, ma è molto più semplice ricavare i dati delle carte al di fuori di un acquisto o di un negozio on line, per esempio attraverso le mail di pishing che esortano a confermare carte di credito per scadenze, presunti problemi ecc.

Questo accade perché oggi è praticamente impossibile hackerare i server delle banche e degli istituti che offrono pos virtuali per i pagamenti on line mentre vengono utilizzati. I protocolli di criptaggio e sicurezza attivati sono talmente avanzati da rendere impossibile l'operazione.

Come avvengono quindi le truffe? Oggi sostanzialmente con 3 modalità
 
  • Il pishing: le mail di cui scrivevo. Sono io stesso che, tratto in inganno da una mail truffaldina, fornisco i dati a una pagina creata apposta per immagazzinarli. In questo modo il ladro può acquistare on line con i vostri soldi.
  • I siti truffa: offerte pazzesche, prezzi incredibili. Infatti, non credeteci. Alcuni siti (soprattutto che vendono tecnologia) vengono creati per truffare l'ignaro consumatore, che pensa di comprare da soggetto affidabile, invece invia denaro in Cina, Nigeria, Serbia, Brasile e anche in Italia, senza ricevere nulla in cambio.
  • La ricarica diretta Postepay. Mai. A meno che non sia un venditore al di sopra di ogni dubbio. Ma anche in quel caso considerate che non è una forma di pagamento. Se acquistate su internet il venditore non è tenuto a rilasciare scontrino o fattura per ogni acquisto, perchè fa fede il vostro pagamento, in qualsiasi forma lo effettuiate. Con Postepay il vostro pagamento non esiste (avete fatto una "ricarica", non un "pagamento"), dunque il vostro acquisto risulta legalmente "non pagato". Rischiate di scordarvi le garanzie e date la possibilità al venditore di non fatturare la vendita, promuovendo il "nero".

Come difendersi?
 
  1. Non date MAI dati cliccando sulle mail. Nessun istituto vi richiede mai via mail di inserire dati sensibili. Non credete a urgenze, scadenze, richieste di conferme. Nel dubbio chiamate la banca e leggete il testo della mail, vi sapranno sicuramente tutelare.
  2. Non credete alle offerte shock, al fatto che "siamo importatori da questi paesi e quindi non paghiamo l'IVA e abbiamo prezzi fantastici"; controllate su internet se trovate riferimenti a quel negozio. Pagine Facebook, opinioni, pubblicità vi dimostreranno subito se il negozio è vivo o di facciata. Un sito serio investe, crea movimento intorno al suo nome e ai suoi prodotti, un sito truffa toglie il 15% al prezzo più basso che trovate su internet e grazie a questo scala i motori di ricerca, con il movimento di visite che crea. Controllate SEMPRE che la pagina di richiesta dati per il pagamento inizi con https://, la S indica che la pagina è criptata e non c'è passaggio di informazioni a terzi (nemmeno al gestore del sito o all'istituto bancario).
  3. Non ricaricate carte Postepay altrui. Richiedete l'utilizzo di PayPal o bonifico. Dall'anno scorso PayPal accetta anche PostePay, dunque potete utilizzarla come una normale carta su questa piattaforma sicura. Ricordate anche che i soldi trasferiti in questo modo nel 90% dei casi sono perduti.
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L'autore
Valerio
About Valerio
Sono Valerio, classe '86. Diploma classico nel 2005, nel 2012 mi laureo in Economia presso l'università di Torino; nel 2013, insieme al mio storico amico Mimmo, fondo YouTools, un'azienda nuova, giovane, animata dall'entusiasmo dei suoi creatori. Appassionato di informatica e fai da te mi accorgo che l'offerta di utensili di qualità, che "permettano di fare esattamente quello che devo fare, nel miglior modo possibile" è scarsa come varietà e qualità, spesso a prezzi immotivatamente esorbitanti. Sono figlio d'arte, i miei genitori sono i titolari di una storica utensileria del torinese, che vende alle grandi industrie metalmeccaniche italiane. Grazie alla condivisione delle loro esperienze capisco che l'Italia vanta una grande varietà di produttori e distributori che è ancora in gran parte inespressa, soprattutto sul canale internet. Il nostro scopo è far conoscere e apprezzare la qualità degli utensili italiani (e non solo), con la comodità di riceverli in breve tempo direttamente a casa. Risparmiando all'atto dell'acquisto (la nostra organizzazione ci consente prezzi altamente concorrenziali) e nel tempo, con utensili che durano di più e funzionano meglio.
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