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Valerio Valerio - 18/06/2014

e-commerce vs. negozio, concorrenza leale

Questa mattina sfogliando una rivista di settore mi sono imbattuto in un'interessante intervista, nella quale si faceva esplicito riferimento a internet come causa principale della crisi della ferramenta italiana.

Chiaramente sto estrapolando il concetto fondamentale; è superfluo parlare in questa sede di crisi economica dilagante e delle difficoltà di ogni operatore economico, a prescindere dal settore.

In particolare nell'articolo veniva fatto rilevare come sia in atto una vera e propria "guerra dei prezzi" che va a tutto sfavore dei dettaglianti "fisici", oltre che tutta una serie di altre peculiarità che rendono troppo squilibrata la concorrenza.

Credo sia meglio fare un po' di chiarezza:
  
  • E' vero che l'e commerce ha un vantaggio competitivo sui costi legati all'attività, minori affitti, costi gestione punto vendita ed esposizione, ecc. Il web però ha punti deboli evidenti, uno su tutti le spedizioni, che rendono meno competitivo il prezzo finale, soprattutto per una piccola spesa. Ci sono inoltre i rischi legati a resi e recessi e costi connessi (ancora una volta le spese di spedizione a carico per i resi).
  • E' falso dire che l'e commerce abbia agevolazioni dirette e indirette dal punto di vista fiscale ed economico, anzi negli ultimi anni è in atto un vero e proprio "forcing" per una regolamentazione sempre più stringente a livello europeo e italiano.
  • L'e commerce professionale DEVE offrire una consulenza veloce e precisa al cliente, addirittura in diretta. Ci sono le tecnologie e  funzionano perfettamente, dunque è falso che tutti i negozi on line non diano consulenza e che sempre più spesso il cliente prima si rechi in negozio per avere informazioni e poi acquistino sul web, causando un doppio danno. Qui è importante fare la distinzione fra gli e commerce SERI e professionali, che rispondono puntualmente a telefono, email e chat ed e-commerce "improvvisati" o collaterali ad un'altra attività (tipicamente collegati a un negozio fisico), che non sono organizzati e strutturati per aiutare il cliente, ma solo per avere un canale di vendita alternativo.
  • E' dunque falso che su internet non ci siano competenze, ce ne sono esattamente quanto nel negozio fisico, a volte si trova l'esperto in materia, a volte lo sprovveduto.
  • Stesso discorso si può applicare alla serietà/onestà/disponibilità dei venditori, con una differenza fondamentale: è molto più semplice "testare" a priori le caratteristiche di un venditore on line. E' sufficiente una veloce ricerca su internet per avere un profilo reputazionale più o meno chiaro. Qualora non si trovi nulla in giro o il web store è aperto da pochissimo o si tratta di un sito poco affidabile.

Questo rapido excursus per sottolineare come probabilmente siano altri soggetti che fanno "concorrenza sleale" alle ferramenta e utensilerie tradizionali, non certo il web, che come canale alternativo e nuovo ha propri pro e contro.

Un esempio su tutti la grande distribuzione, che è sempre più presente su ogni territorio e vende migliaia di articoli di bassa qualità, importati dalla Cina, a prezzi ridicoli e comunque eccessivi rispetto alla caratura dei prodotti. Attraverso pratiche poco ortodosse spesso non accetta i resi, o quando li accetta reimballa il materiale difettato e lo rimette sugli scaffali pronto alla vendita. Per risparmiare, inoltre, non forma i propri dipendenti, che in molti casi non sono in grado di aiutare il cliente e specula su orari di lavoro e retribuzioni.

Forse è il caso di lasciare questo tipo di mercato a loro e concentrarsi sulla qualità con il prezzo giusto, valorizzando ognuno i propri punti di forza, considerando che oggi il commercio on line non arriva al 5% del totale in tutti i settori e nella ferramenta a stento raggiunge il 2%.

Si fa dunque fatica a considerarla "concorrenza sleale", per numeri e caratteristiche.
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L'autore
Valerio
About Valerio
Sono Valerio, classe '86. Diploma classico nel 2005, nel 2012 mi laureo in Economia presso l'università di Torino; nel 2013, insieme al mio storico amico Mimmo, fondo YouTools, un'azienda nuova, giovane, animata dall'entusiasmo dei suoi creatori. Appassionato di informatica e fai da te mi accorgo che l'offerta di utensili di qualità, che "permettano di fare esattamente quello che devo fare, nel miglior modo possibile" è scarsa come varietà e qualità, spesso a prezzi immotivatamente esorbitanti. Sono figlio d'arte, i miei genitori sono i titolari di una storica utensileria del torinese, che vende alle grandi industrie metalmeccaniche italiane. Grazie alla condivisione delle loro esperienze capisco che l'Italia vanta una grande varietà di produttori e distributori che è ancora in gran parte inespressa, soprattutto sul canale internet. Il nostro scopo è far conoscere e apprezzare la qualità degli utensili italiani (e non solo), con la comodità di riceverli in breve tempo direttamente a casa. Risparmiando all'atto dell'acquisto (la nostra organizzazione ci consente prezzi altamente concorrenziali) e nel tempo, con utensili che durano di più e funzionano meglio.
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