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art. 053C2
Stella Bianca

Punte fora-maschia HSS

codolo esagonale 1/4", passo grosso
Punte fora-maschia HSS
art. 053C2
Stella Bianca

Punte fora-maschia HSS

codolo esagonale 1/4", passo grosso
Utensili combinati per forare e filettare in una sola operazione, codolo esagonale passo grosso (M o MA)
  • Durezza 63/64 HRC
  • Tolleranza ISO H6
  • Corpo in acciaio HSS M2
    art. 053Q03
    Passo
    M3 x 0,5 mm
    Lunghezza
    36 mm
    Lunghezza elica
    2,5 mm
    Preferiti
    Disponibilità Disponibile Disponibile
    € 9,32 IVA incl.
    Q.tà
    art. 053Q04
    Passo
    M4 x 0,7 mm
    Lunghezza
    39 mm
    Lunghezza elica
    3,3 mm
    Preferiti
    Disponibilità Disponibile Disponibile
    € 10,09 IVA incl.
    Q.tà
    art. 053Q05
    Passo
    M5 x 0,8 mm
    Lunghezza
    41 mm
    Lunghezza elica
    4,2 mm
    Preferiti
    Disponibilità Disponibile Disponibile
    € 10,87 IVA incl.
    Q.tà
    art. 053Q06
    Passo
    M6 x 1 mm
    Lunghezza
    44 mm
    Lunghezza elica
    5 mm
    Preferiti
    Disponibilità Disponibile Disponibile
    € 11,65 IVA incl.
    Q.tà
    art. 053Q08
    Passo
    M8 x 1,25 mm
    Lunghezza
    50 mm
    Lunghezza elica
    6,8 mm
    Preferiti
    Disponibilità Disponibile Disponibile
    € 12,42 IVA incl.
    Q.tà
    art. 053Q10
    Passo
    M10 x 1,5 mm
    Lunghezza
    59 mm
    Lunghezza elica
    8,5 mm
    Preferiti
    Disponibilità Disponibile Disponibile
    € 21,74 IVA incl.
    Q.tà
    Non superare le velocità di riferimento, non esercitare forti pressioni e utilizzare olio lubrificante quando richiesto.

    Per ottenere la velocità di taglio (m/min) dividere il numero fisso, indicato in tabella a seconda del materiale, per il diametro (∅) della punta in uso. 
    Seguire le indicazioni di lubrificazione O= olio; S= secco; E= emulsione. 

     Vt= N° Fisso/ ∅ punta

    Le punte fora-maschia HSS Strike (articolo 053), sono fresate dal pieno e rettificate, e vengono sottoposte ad un severo controllo di qualità per garantire che siano sempre all'altezza delle aspettative degli utilizzatori professionali.

    Le punte e i Maschi HSS, sia a mano sia a macchina, sono realizzati in acciaio AISI M2 così come le Filiere.

    Mimmo a cura di Mimmo - 22/01/2019
    Tag: Consigli Utili - Foratura
    Consigli Utili #3: Foratura Metalli
    Oggi affrontiamo i problemi più comuni riguardanti la foratura. Iniziamo a fissare un concetto fondamentale: nell'80% dei casi ci sono delle punte specifiche per ogni tipo di materiale che dobbiamo forare. Prefissandoci come obiettivo un risultato perfetto, dobbiamo scegliere la punta giusta per il tipo di materiale che dobbiamo forare. In questo caso specifico approfondiremo la foratura dei metalli. La foratura di materiali come il ferro, l'acciaio, ma anche l'acciaio inox o la ghisa è un'operazione che necessita l'utilizzo di utensili estremamente performanti, studiati e progettati per essere utilizzati su materiali specifici.Come scelgo la punta adatta? Il primo quesito che ci dobbiamo porre è che cosa dobbiamo forare. Forare il ferro e l'acciaio inox è un'operazione completamente diversa, in quanto non consideriamo solo che punta dobbiamo usare, ma anche come usarla e dove usarla. Iniziamo con l'acciaio inox. Per forare questo tipo di materiale la punta adatta è una punta in acciaio super rapido (HSS) arricchita di cobalto 5% oppure cobalto 8%. Il cobalto conferisce alla punta resistenza alle alte temperature e rende il tagliente più resistente. Si ottengono lavorazioni più precise e meno rischi di rotture e scheggiamenti. Di base suggeriamo sempre di usare trapani a colonna per un lavoro di maggiore precisione. Se invece parliamo di acciaio temprato, dobbiamo essere consapevoli che non abbiamo molte alternative. Essendo la sua durezza molto elevata, abbiamo bisogno di un materiale ancor più duro per forarlo. Esistono punte construite integralmente in carburo di tungsteno (leggi questo articolo per una spiegazione dettagliata) o anche solo con delle placchette saldobrasate in cima.Le punte integrali in metallo duro vanno usate solo su dei centri di lavoro CNC, in quanto hanno bisogno di parametri e velocità precise per rendere al 100%. Quelle con placchette in metallo duro saldobrasate invece sono più versatili, utilizzabili non per tutte le applicazioni, ma con eccellenti risultati ad esempio sulle piastre al manganese antitrapano delle porte blindate. Come l'inox, anche la foratura dell'alluminio e delle leghe leggere in genere necessitano di punte specifiche. Per esempio, provando a forare alluminio con una punta generica, il pezzo "impasterà" molto facilemente, creando bave ed imprecisioni, senza permettere la giusta fuoriuscita del truciolo, poichè l'alluminio è un materiale a truciolo lungo. Molto importante utilizzare quindi una punta la cui geometria è stata creata appositamente per quello. In ogni caso chiedeteci sempre consiglio, sapremo consigliarvi l'utensile adatto. Vi riporoponiamo di seguito una guida ai maggiori problemi con le punte, con qualche accortezza potreste migliorare la performance.
    Leggi l'articolo completo
    Mimmo a cura di Mimmo - 14/01/2019
    Tag: Consigli Utili - Maschiatura
    Consigli utili #2: Maschiatura
    Abbiamo finalmente completato l'inserimento degli utensili di maschiatura: potete trovare da oggi una gamma completa di maschi a macchina e di maschi a mano suddivisi per tipo di uso (generico, specifico ed alte prestazioni) e per tipo di filetto (passo fine, passo grosso e misure in pollici). Vi lasciamo di seguito una breve guida con i consigli utili sui problemi più frequenti durante la lavorazione:  Maschi a mano e a macchina: problemi, cause soluzioni Molti nuovi clienti ci contattano per la prima volta in cerca di aiuto, magari perché una lavorazione è andata male oppure ha impiegato più del tempo previsto e sperato. Affrontiamo oggi i problemi di filettatura, elencando una serie di problemi, spiegandone brevemente quale potrebbe esserne la causa, ed un'eventuale soluzione. FILETTO STRAPPATO La causa principale di un filetto "strappato" è sicuramente la scelta di un maschio non adatto al materiale. Per questo nelle nostre schede prodotto cerchiamo di elencare sempre a che materiale è adatto o adattabile il maschio in questione. Grazie alla nostra ricerca in 3 passaggi che trovate nella home, potete fare il percorso inverso, e arrivare al maschio direttamente dal materiale da lavorare.Se si è sicuri che il maschio è quello corretto, i problemi potrebbero essere: una lubrificazione insufficiente, un preforo troppo piccolo o una non sincronizzazione di velocità e avanzamento. Su tutti i nostri maschi, vicino alle specifiche sul passo, potrete trovare sempre il diametro del preforo consigliato, e nella sezione consigli d'uso, una tabella generale con i dati su avanzamento e velocità. Controllate sempre, e in caso ci fossero dubbi, contattateci senza problemi, vi daremo una mano volentieri!FILETTO TROPPO GRANDEAnche in questo caso il maschio scelto non è probabilmente adatto al materiale da lavorare, o più semplicemente potrebbe esserci un allineamento assiale imperfetto. Controllati questi parametri, un’altra causa che porta ad un filetto troppo grande è il cosìddetto tagliente di riporto: per questo controllare la velocità di lubrificazione, che probabilmente non ha abbastanza pressione. Controllare sempre anche che il pezzo sia bloccato in modo corretto ed efficace.FINITURA SCADENTELa causa principale per una finitura scadente è l'angolo di taglio non corretto, di solito troppo piccolo. Anche in questo caso, controllare sempre le specifiche del maschio nella sezione "caratteristiche principali" dove specifichiamo l'angolo di taglio. Una finitura scadente potrebbe dipendere anche da una lubrificazione insufficiente, da un preforo troppo piccolo o da un maschio da riaffilare. FILETTO DISTRUTTO Per questo problema, sempre considerando che sia il maschio adatto al materiale che stiamo lavorando, controllare i giochi assiali del mandrino, che potrebbe non girare dritto come dovrebbe. ROTTURA DEL MASCHIO La rottura del maschio è dovuta a causa di problemi che abbiamo già visto nelle precedenti sezioni e che rielenchiamo qui: angolo di taglio non corretto, maschio debole perchè da riaffilare, allineamento imperfetto, preforo troppo piccolo, bloccaggio del pezzo imperfetto e lubrificazione insufficiente. INTASAMENTO TRUCIOLI Oltre al solito maschio non adatto al materiale e ad una lubrificazione insufficiente, in questo caso controllare la riaffilatura delle scanalature che potrebbero essere poco affilare, e "tagliando" male portano ad un truciolo differente che intasano il percorso. SCHEGGIATURA FILETTI MASCHI Idem per questo problema le cause possono essere differenti ed alcune già viste, come un angolo di taglio non corretto o non adatto al materiale. Importante controllare la sua riaffilatura, spesso consumata e da rifare se possibile (se troppo "usurato" si consiglia di usare un maschio nuovo). Spesso la scheggiatura è dovuta ad una velocità eccessiva (richiedere sempre i parametri giusti se si è insicuri) o anche ad una brusca inversione: in questo caso basterà ridurre la velocità in uscita. USURA ECCESSIVA DEL MASCHIO La velocità eccessiva e l'angolo di taglio non corretto portano solitamente a questo problema. Risolvendo questi parametri si dovrebbe avere un miglioramento. Attenzione anche alla lubrificazione insufficiente e alla mancanza di rivestimento. Un maschio ricoperto può aumentarne la sua durata quasi dell'80%. SURRISCALDAMENTO Attenzione a non sottovalutare questo problema, che di conseguenza può collegarsi ad altri problemi come la rottura del maschio o il filetto distrutto. È importante controllarre che ci sia la giusta lubrificazione, che il maschio sia affilato correttamente e che la velocità sia corretta in base al materiale che stiamo lavorando. Ricapitolando, il rendimento è fornito da diversi parametri: materiale da lavorare, diametro del preforo, profondità del foro, foro cieco o passante, condizioni della macchina e fissaggio del pezzo; questi sono gli accorgimenti che consigliamo di prendere prima di iniziare: selezionare il diametro corretto della punta per il preforo ( e fare attenzione, se il maschio da usare è un maschio a rullare, i diametri dei prefori sono diversi); assicurarsi della durezza del materiale da lavorare; selezionare il maschio più adatto per materiale e tipo di foro (cieco o passante); assicurarsi che il bloccaggio del pezzo sia stabile e selezionale il lubrorefrigerante adatto al materiale; selezionale la corretta velocità di taglio e di procedere con un avanzamento costante in entrata e ricordarsi di diminuire la velocità in uscita. Infine, se si lavora su un centro di lavoro CNC con maschiatura rigida, si deve impostare l'avanzamento per giro uguale al passo del filetto; se si utilizza un sistema di compensazione un avanzamento ridotto al 95-97% del passo del filetto. Buona maschiatura a tutti!
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    Valerio a cura di Valerio - 20/11/2015
    Come filettare a mano
    Un maschio filettatore crea dei filetti all'interno dei fori, per accogliere viti o bulloni. I maschi per filettare possono anche essere usati per ripristinare una filettatura danneggiata.Per prima cosa è necessario capire che tipo di filettatura ci serve. Se abbiamo una vite e non è indicata la filettatura si può misurare con un contafiletti: le filettature più ricorrenti in Italia sono le ISO passo grosso o passo fine.Se dobbiamo creare sia la filettatura, che la vite (con una filiera), possiamo scegliere quale sarà il diametro del foro su cui avvitare. Tutti i maschi hanno sempre anche l'indicazione del "preforo", che è il foro (liscio) dentro al quale scorrerà il maschio per intagliare la filettatura. Il preforo dev'essere il più possibile preciso e pulito, per ottenere il miglior risultato in fase di filettatura.Una volta scelto il maschio si può procedere con l'operazione. Ci occorre il set di maschi (o il singolo finitore), un giramaschi (estendibile o a cricchetto) e un fissaggio ottimale del pezzo da filettare.Normalmente i maschi vengono forniti in set da 3 pezzi (passo grosso), che comprende sbozzatore, intermedio e finitore, o di due pezzi (passo fine), che comprende sbozzatore e finitore.I due o tre utensili sono identici per dimensioni e differiscono solo per la profondità della parte tagliente che crea il filetto interno. Questo perché il maschio è un utensile molto delicato, in particolare per le misure più piccole è sufficiente una minima forzatura per spezzare la parte tagliente o l'intero maschio.Per ottenere eccellenti risultati con il minimo rischio di rovinare la filettatura bisognerà fare tre (o due) passate complete della filettatura, iniziando con lo sbozzatore e concludendo con il finitore. Il finitore è il pezzo più fragile e spesso tende a incrinarsi in caso di fori non perfettamente centrati, pressione eccessiva sul giramaschi o insufficiente scarico del truciolo. Per questo motivo il finitore è venduto anche singolarmente, di solito, per poter reintegrare un set con il finitore danneggiato.A questo punto si deve tenere il maschio il più possibile in asse con il foro e ruotarlo in senso orario con il giramaschi. Sì comincerà subito ad avvertire il materiale che si rompe. Per il miglior risultato si dovrebbe effettuare mezzo giro in senso antiorario ad ogni giro del maschio, in questo modo verrà espulso il truciolo e si garantirà il minimo attrito nell'avanzamento dell'utensile.Da ricordare che un foro cieco dovrà essere forzatamente di qualche mm più lungo della parte da filettare.Al termine della lavorazione accertarsi di aver rimosso tutti i trucioli, è fondamentale per non rovinare il filetto della vite da avvitare nel foro.
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    Valerio a cura di Valerio - 03/04/2014
    L'importanza del rivestimento sugli utensili per meccanica
    Parliamo di meccanica, in particolare di metalli tenaci. Qual è l'importanza del rivestimento? Partiamo dal principio: il rivestimento è un tipo di finitura degli utensili, trattati con diverse modalità che  conferiscono caratteristiche di particolare resistenza ai materiali.Le procedure più utilizzate e performanti sono le seguenti:  LucidoGli utensili senza alcun trattamento della superficie vengono descritti come "lucidi".Vaporizzazione (Vap)La finitura "brunita" è ottenuta grazie a un apposito trattamento termico detto vaporizzazione che rende l'utensile inossidabile e più resistente, consentendogli di non incollarsi al materiale lavorato, nonché di ottimizzare la lubrificazione in modo da diminuire le possibilità di bloccaggio anche nelle lavorazioni di materiali molto aderenti.Nitrurazione (Nit)Un altro tipo di trattamento utilizzato è la nitrurazione che rende più dura la superficie dell'utensile (circa 1300 HV) e quindi più adatta alla lavorazione di materiali abrasivi come ghisa, leghe di alluminio e silicio; alla nitrurazione viene poi fatto seguire il trattamento di vaporizzazione nel caso l'utensile debba lavorare acciaio e acciaio inox.Rivestimento in Nitruro di Titanio (TiN)Gli utensili ricoperti in TiN presentano sulla superficie un sottile strato (spesso da 1 a 5 micron, ossia millesimi di millimetro) di questo materiale di estrema durezza (circa 2300 HV) che possiede peraltro la caratteristica di produrre minore attrito (coeff. 0,3-0,4) riducendo di quasi un terzo l'energia richiesta per asportare il truciolo. La temperatura massima di esercizio raggiungibile con utensili rivestiti al TiN è all'incirca di 600 °C. Dalla combinazione di queste proprietà del TiN deriva una maggior durata dell'utensile, tempi di lavorazione ridotti, minori interruzioni, nonché minore energia motrice utilizzata a parità di produzione. II rivestimento in TiN viene ottenuto attraverso il procedimento PVD (deposizione fisica a vapore) che consente di ricoprire l'HSS a temperature più basse a quelle di rinvenimento.Rivestimento in Nitruro di Titanio e Alluminio (TiAIN) e di Nitruro di Alluminio e Titanio (Al-TiN)Rivestimento ideale per lavorazioni a secco e materiali abrasivi, avendo come caratteristica un'estrema durezza (3000 HV) e la produzione di un basso coefficiente di attrito (circa 0,4) arrivando a poter lavorare sino a temperature massime di 800 °C. La variante AMN presenta caratteristiche analoghe e si distingue per una presenza di Al superiore al 50%. Questi rivestimenti rendono gli utensili più resistenti all'usura e al calore proteggendo i taglienti e conferendogli maggior durezza e tenacità.Rivestimento in Carbonitruro di Titanio (TiCN)Il rivestimento in TiCN viene ottenuto con un procedimento PVD analogo a quello utilizzato per il TiN , tuttavia le caratteristiche proprie di quest'ultimo materiale sono esaltate col carbonitruro di titanio che presenta una durezza superiore (circa 3000 HV) e un coefficiente di attrito (coeff. 0,2-0,25) ancora inferiore. Si consiglia pertanto l'utilizzo di tale rivestimento per la lavorazione di materiali molto abrasivi quali ghisa e acciai ad alta resistenza (R>1000 N/mm).Rivestimento in Nitruro di Cromo (CrN)Il rivestimento in CrN si distingue per le sue caratteristiche di maggiore adesione all'utensile (con spessori da 2 a 6 micron), durezza (circa 2000 HV), riduzione dell'attrito (coeff. circa 0,5) e stabilità alle alte temperature (sino a 700 °C). La sua applicazione specifica è relativa ai maschi per lavorare materiali come il rame e le sue leghe, ottone e bronzo.Rivestimento in Nitruro di Zirconio, (ZrN)Questo ha caratteristiche analoghe al precedente, ma leggermente superiori sia come durezza (circa 2300 HV) che come coefficiente di attrito (0,45) nonché per temperatura massima (800 °C). E' però più adatto alla lavorazione di allumino e leghe anche ad alto contenuto di silicio e di acciai non legati.Rivestimento in Nitruro di Cromo e Allumino (AlCrN)E' un rivestimento particolarmente prestazionale in grado di resistere a temperature che arrivano sino a 1100 °C offrendo una durezza di 3200 HV e un buon coefficiente di attrito (0,35). Ideale per le lavorazioni che richiedono elevate velocità o a secco. E' un rivestimento molto durevole adatto a diversi tipi di lavorazione con preferenza per acciaio inossidabile e acciai a basso tenore di carbonio.Accanto a quelli proposti c'è da considerare poi l'ampio ventaglio di rivestimenti e trattamenti superficiali brevettati da molti produttori internazionali, che basandosi sui rivestimenti elencati, hanno apportato modifiche e migliorie tese spesso a ottimizzare l'efficienza degli utensili in lavorazioni specifiche.   
    Leggi l'articolo completo
    Mimmo a cura di Mimmo - 12/02/2014
    Quali sono i tipi più diffusi di maschi per filettare a macchina
    Si fa presto a dire maschi... Per ottenere una filettatura perfetta lavorando a macchina , però, si devono tenere in considerazione diversi fattori. Oggi vogliamo proporvi una carrellata delle forme più importanti dei maschi, con una breve spiegazione sul loro utilizzo.  Maschi a imbocco correttoQuesti maschi sono caratterizzati da una scanalatura diritta poco profonda e al vertice da un'affilatura inclinata rispetto al filo del tagliente. Questa forma provoca l'espulsione del truciolo in avanti; è consigliato per maschiatura di fori passanti, ma può trovare applicazione anche nei fori ciechi dove c'è spazio sufficiente per i trucioli (cioè con prefori profondi).Maggiori informazioni e prezzi:HSS - DIN 371/B con gambo rinforzato (figura MAB)HSS - DIN 376/B (figura MBB)HSS-E (cobalto) anello giallo per utilizzo universale - DIN 371/B (figura MAB)HSS-E (cobalto) anello rosso per acciai alta resistenza - DIN 371/B (figura MAB)HSS-E vaporizzato (cobalto) anello blu per inox - DIN 371/B (figura MAB) Maschi a imbocco corto Maschi a scanalature dritte. Rappresenta la forma più comune e adottata nella maggior parte dei casi.Maggiori informazioni e prezzi: HSS - DIN 371/C con gambo rinforzato (figura MAC) HSS - DIN 376/C (figura MBC)Maschi con scanalature elicoidali destre a 15° Le scanalature elicoidali favoriscono l'evacuazione del truciolo in senso opposto all'avanzamento. Sono adatti a maschiare fori ciechi di media profondità su materiali tenaci.Maggiori informazioni e prezzi:HSS - DIN 371/C 15° con gambo rinforzato (figura MAQ) HSS - DIN 376/C 15° (figura MBQ)   Maschi con scanalature elicoidali destre a 35° La forte inclinazione delle scanalature elicoidali destre assicura l'evacuazione del truciolo dai fori ciechi profondi. Assolutamente consigliati per materiali molto tenaci.Maggiori informazioni e prezzi: HSS - DIN 371/B con gambo rinforzato (figura MAT)HSS - DIN 376/B (figura MBT) HSS-E (cobalto) anello giallo per utilizzo universale - DIN 371/B (figura MAT)HSS-E (cobalto) anello rosso per acciai alta resistenza - DIN 371/B (figura MAT)HSS-E vaporizzato (cobalto) anello blu per inox - DIN 371/B (figura MAT)   Maschi con scanalature elicoidali sinistre a 15° L'elica sinistra è ideale per lavorazioni in fori passanti, quando è necessario spingere il truciolo nel senso dell'avanzamento come, ad esempio, nelle maschiature orizzontali.
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    Valerio a cura di Valerio - 12/12/2013
    Punte per meccanica - problemi, cause, soluzioni.
    Oggi vorremmo fornirvi uno strumento utile per il fai da te e l'hobbistica: uno specchietto che spieghi in breve quali problematiche sono più comuni nella foratura dei metalli.Faremo un elenco che riporta le difficoltà che si possono incontrare in questo settore e poi vi forniremo uno specchietto che potrete scaricare e stampare, per poterlo consultare in ogni momento.PROBLEMAROTTURA DELLA PUNTACAUSApunta usurataaffilatura non correttaeliche bloccate dai trucioliavanzamenti troppo alti rispetto alla velocità SOLUZIONE affilare la puntascegliere punte adatte ai materiali da lavorareseguire avanzamenti e velocità consigliatiseguire avanzamenti e velocità consigliatiPROBLEMALA PUNTA NON INIZIA A FORARE CAUSA punta usurataangolo del tagliente insufficientenucleo troppo spesso SOLUZIONE affilare la puntaridurre il nucleousare una punta con nucleo ridotto PROBLEMA ROTTURA DEI TAGLIENTI CAUSAangolo dei taglienti eccessivoavanzamento troppo alto SOLUZIONE riaffilare l'angolo dei taglientiridurre l'avanzamento PROBLEMAROTTURA DEGLI SPIGOLI TAGLIENTI CAUSA velocità eccessivaeliche bloccate dai truciolilubrificante non raggiunge la puntaforatura in punto di alta resistenzaeccessiva usura della punta SOLUZIONE ridurre la velocitàusare punte adatte al materialelubrificare correttamenteusare punte ad alta resistenzaaffilare la punta PROBLEMASCHEGGIATURA AL CENTROCAUSA angolo dei taglienti eccessivoavanzamento eccessivo SOLUZIONE riaffilare l'angolo dei taglientiridurre l'avanzamento PROBLEMAFORO FUORI TOLLERANZACAUSA taglienti diseguali e/o con angoli diversirotazione non concentrica SOLUZIONE affilare correttamenteverificare mandrino e macchina PROBLEMAFORO NON RIFINITOCAUSA punta usuratalubrificante non raggiunge la puntabloccaggio non rigidoavanzamento eccessivo SOLUZIONE affilare la puntalubrificare correttamentefissare bene il pezzoridurre avanzamento PROBLEMAUSURA DEL DORSOCAUSA eccessiva velocitàtaglienti disuguali e/o con angoli diversirotazione non concentrica SOLUZIONE ridurre la velocitàfissare bene il pezzoverificare mandrino e macchinaaumentare flusso o concentrazione del lubrificante PROBLEMABAVE IN USCITACAUSA fascetta del tagliente troppo larga SOLUZIONE ridurre fascetta del tagliente PROBLEMATAGLIENTE DI RIPORTOCAUSA velocità troppo bassabassa pressione del lubrificantebloccaggio non rigido SOLUZIONE aumentare la velocitàaumentare la pressione del gettofissare bene il pezzo   Per chi vuole ecco lo specchietto da scaricare
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    Mimmo a cura di Mimmo - 08/11/2013
    La filettatura perfetta: ottimizzare il lavoro e ridurre i costi
    Negli anni abbiamo imparato una cosa. La qualità ripaga sempre.Come in ogni lavorazione meccanica la filettatura è uno di quei lavori per cui, prima di iniziare, bisognerebbe sedersi un momento e porsi le seguenti domande: Che macchina sto utilizzando?Che materiale devo lavorare?Eseguo il preforo del diametro giusto?Uso l'utensile in modo corretto? Domande banali, è vero. Un semplice approfondimento potrebbe però aiutarci a migliorare e non di poco i nostri risultati.Per rispondere al primo punto, molti clienti utilizzano ancora macchine utensili molto vecchie, che non permettono una programmazione precisa riguardo al numero di giri. Capita quindi spesso che maschi che dovrebbero girare ad una certa velocità, girino in realtà al doppio. Per risolvere o comunque cercare di ridurre al minimo le possibilità che il maschio si distrugga durante la lavorazione, la soluzione è una sola: utilizzare dei maschi specifici in base al tipo di materiale che devo filettare. Consigliamo l'utilizzo di maschi con angolo di taglio intorno ai 20° per materiali più teneri come gli acciai basso-legati, alluminio e le sue leghe; un angolo di taglio molto più stretto, 5 ° circa, per materiali più tenaci come la ghisa. Infatti un angolo meno ampio permette al maschio di resistere meglio all'abrasione e di evacuare meglio il truciolo. Dove possibile, consigliamo comunque di seguire i parametri di taglio consigliati, come potete vedere in tabella:Per ottenere la velocità di rotazione, dividere il numero fisso per filetto del maschio. Per esempio se dobbiamo filettare con un M5 la ghisa, l'operazione da fare sarà 2500-3800 diviso 5. Ricordarsi che per la ghisa è necessario lavorare a secco, e avanzare di circa 8-12 m/min.   L'analisi del materiale da lavorare è forse la parte più importante. Anche nella scelta della punta per il preforo. Di seguito la tabella di riferimento per realizzare i corretti prefori di filettaturaPer ottenere il diametro della punta corretto, la formula solitamente è semplice: filetto meno il passo. Ovvero se il nostro maschio è un M3x0,5 la formula sarà: 3-0,5= 2,5. Ci sono però materiali molto elastici, che una volta eseguito il foro tendono a richiudersi, facendo perdere circa un decimo. Dovendo filettare acciaio inossidabile, o materiali aeronautici per esempio, il consiglio è quello di usare una punta 1 decimo più grande rispetto a quello che la formula ci dice.Utilizzare questi piccoli accorgimenti, nella scelta e nell'utilizzo degli utensili, secondo recenti statistiche, porta ad un incremento di circa il 40% sulla produttività. Inoltre tutti i nostri tecnici sono a disposizione per chiarimenti e consigli. Se avete dubbi, basta chiedere!Al link di seguito potete trovare tutta la nostra gamma di utensili per la filettatura; siamo anche in grado di poter offrire utensili su misura per le vostre lavorazioni se ciò che cercate non è sul nostro catalogo online.http://www.youtools-store.com/c/821/Meccanica/Maschi/
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    Valerio a cura di Valerio - 31/10/2013
    Quanti tipi di codoli esistono per le punte da trapano
    Una domanda che abbiamo dedotto dai dubbi che molto spesso si sono evidenziati nelle mail, nelle chat in diretta e nelle telefonate dei clienti meno esperti.Su un trapano "normale" posso montare queste punte? Ho un mandrino che porta fino a 13 mm, basta? E così via per un vero e proprio catalogo di perplessità sull'attacco delle punte da trapano di ogni tipoCerchiamo di fare un po' di chiarezza con una schematizzazione di base, che considera gli utensili più diffusi e utilizzati. CODOLO CILINDRICOIl codolo cilindrico è il più diffuso in assoluto e monta su tutti i mandrini dei trapani standard portatili in commercio. Le pinze di questi madrini possono aprirsi fino a 13 mm, la maggior parte delle punte da metallo, legno o muro arrivano infatti ad un diametro massimo di 13 mm.Oltre questo diametro si possono utilizzare le frese a tazza, che integrano a un codolo cilindrico una tazza che effettua la foratura.   ATTACCO ESAGONALE L'attacco esagonale o da ¼" (un quarto di pollice, misura della larghezza dell'esagono) è a sua volta molto utilizzato soprattutto nel fai da te. E' un attacco studiato per gli avvitatori e trapani portatili che consente di cambiare velocemente l'utensile. l'attacco esagonale può trovare alloggiamento anche all'interno di un mandrino portapinze.Non è infrequente trovare utensili di bassa qualità con questo codolo, poiché prevedono il montaggio su macchine poco performanti, soprattutto si deve fare attenzione alle punte con diametri ridotti che vengono inserite in basette con attacco esagonale, non sempre il fissaggio è accurato e si rischia di spaccare o perdere la punta. ATTACCO SDS PLUSLa differenza si vede a occhio nudo, la forma del codolo è particolare e permette al mandrino specifico un bloccaggio immediato e preciso. Grazie a questa peculiarità l'attacco si adatta bene alle lavorazioni pesanti e professionali. In particolare il mandrino SDS Plus si trova su martelli tassellatori o perforatori ed è molto usato in carpenteria per la foratura di cemento armato o altri materiali in cui i materiali e le macchine sono molto sollecitati.ATTACCO SDS MAXPer l'attacco SDS Max vale lo stesso discorso, con la differenza che resiste ancora meglio alle vibrazioni ed è studiato per un mandrino apposito che offre la massima presa. Questo attacco si trova sugli scalpelli utilizzati con martelli demolitori pesanti per esempio. ATTACCO CONO MORSEMolto meno diffuso, eccetto in alcuni campi specifici, il cono Morse si basa sull'accoppiamento conico di due parti di fissaggio. Viene utilizzato particolarmente su torni, frese e trapani a colonna, non esistono molti utensili con questo attacco, più facilmente viene assemblato attraverso un cono Morse il mandrino a cui vengono fissati gli utensili. ATTACCO WELDONUn altro attacco usato in ambito professionale, dalla forma particolare permette il fissaggio di utensili per foratura e fresatura a trapani a colonna o a supporto magnetico, garantisce una tenuta molto buona anche in caso di sollecitazioni estreme.Normalmente l'utente base utilizza i primi due della lista, quello professionale i secondi due e in ambiti particolari (metalmeccanica, officine, ecc.) sono privilegiati gli ultimi due per lavorazioni pesanti. E' quasi sempre possibile acquistare adattatori e mandrini per poter montare ad esempio punte SDS Plus su mandrino standard (cilindrico), consigliamo di assicurarsi che il trapano sia adatto alle maggiori sollecitazioni che ne derivano.
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